Siamo talmente abituati a considerare la carne un prodotto di fabbrica come un altro che spesso ci dimentichiamo che dietro ad una bistecca c'è sempre un animale che ha patito una reclusione a vita senza colpe, conclusasi quasi sempre con la sua uccisione e con il sezionamento del suo cadavere per scopi alimentari. ''Sono animali... '', pensiamo per discolparci un pochino, ''... non sanno quello che gli sta per succedere e se non hanno mai conosciuto la libertà non possono soffrire della prigionia''. Ma il caso di Emma, il cui video ha fatto il giro della rete, dovrebbe portarci un po' a riflettere e a migliorare il rapporto tra noi e le nostre ''fabbriche di carne''. Capiscono eccome, sono sensibili e hanno paura, anzi, terrore nero di finire ammazzate e fatte a pezzi, proprio come ne avremmo io e te. Emma è stata salvata e quelle sono lacrime di gioia. Ma per le altre sue compagne il destino è segnato...
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